App Branding

- i concetti di FORMA, IDENTITÀ, UNITÀ -

Cosa sappiamo veramente a proposito del concetto di branding?
E del concetto di branding applicato alle applicazioni mobile?
A scanso di equivoci, in questo articolo vogliamo parlare dell’importanza del branding per quelle applicazioni che sono
parte integrante di una realtà aziendale diversa dall’app stessa, ovvero quelle realizzate per offrire direttamente prodotti o servizi ai clienti dell’azienda e che dovrebbero essere la punta di diamante della strategia di marketing della stessa.

NON parleremo quindi di quei milioni di applicazioni il cui fine ultimo è l’utilizzo dell’applicazione stessa, come ad esempio i social network, o le app di giochi, gadget, utility, news o intrattenimento), ma di quelle app create dalle aziende per interfacciarsi con i propri clienti, gestire i servizi o vendergli i propri prodotti.

Parliamo dell’app della nostra banca, dell’assicurazione, di quella che si interfaccia alla nostra auto, quella di quel negozio specializzato in oggettistica quetzalcoatliana, del parrucchiere o della pizzeria d’asporto sotto casa.

In quest’articolo vogliamo parlare dell’importanza del branding per le app mobile, non di storia del branding, per quello ci sono fior di pubblicazioni, oppure Wikipedia per i più pigri.
In estrema sintesi, a partire dalla rivoluzione industriale il marketing è diventato sempre più importante per massimizzare le vendite, e fin da subito il branding ne è stato un elemento chiave.

Al giorno d’oggi il branding non è più “un’elemento chiave”, è l’elemento imprescindibile. Ci sono interi imperi aziendali che prosperano esclusivamente grazie alla forza del loro marchio.
Per questo, le app mobile, prodotto recentissimo della storia industriale, sottendono alle stesse regole strategiche di comunicazione aziendale e di prodotto. E di branding.


Semplicisticamente, il branding è una metodologia di marketing per “mettere insieme le cose” e dare al marchio un’identità.

Facciamo un esempio: Immaginiamo di voler cercare un prodotto IKEA. Se utilizziamo un pc desktop probabilmente cercheremo IKEA su Google, oppure cliccheremo direttamente sul preferito salvato. Ma se utilizziamo il cellulare, facilmente andremo a cercare l’app IKEA sul display e l’apriremo con un tap. Finito.

Analizziamo il processo che ci ha portato a cercare IKEA, riuscendo a trovare il giusto sito o la giusta app tra le tante del nostro telefono. La risposta è il branding. Attraverso il processo di branding, nello specifico attraverso l’uso del Nome e del Logo, siamo in grado di identificare facilmente eBay che finisce per avere una sua identità ed una vita proprie.

Ed è esattamente come abbiamo detto prima quasi scherzando: il branding “mette insieme le cose” e le rende riconoscibili e identificabili da chiunque.


Pensiamo all’app come al figlio adolescente della nostra azienda. Può sembrare “strano e capriccioso” ma porta il suo stesso nome (brand), fa vivere il nostro business nel presente e lo traghetta verso il futuro. Per questo dobbiamo fare in modo che la nostra app assomigli il più possibile al nostro business.
La nostra azienda è nella tasca del cliente, quindi dobbiamo rendere l’app qualcosa di prezioso, utile e di cui andare orgogliosi, trasfondiamo in essa i nostri valori e la promessa a cliente: vestiamola con i colori aziendali e il nostro logo, per essere subito riconoscibile da tutti.

Bene, finita la lezioncina sull’importanza del branding, passiamo a vedere in concreto quali sono le armi da spianare perché la nostra app sia efficace.

 

FORMA

La forma è l’involucro funzionale della sostanza e mai come nel nostro breve secolo industriale essa ha goduto di così tanta considerazione, aumentando a dismisura soprattutto quando parliamo di sostanza digitale.
Parlando quindi di app, il DESIGN entra prepotentemente in gioco. E chi non se l’aspettava, mente, oppure è appena uscito dalla sua caverna.
Niente paura, sono stati versati fiumi di parole sul design che qui saremo addirittura telegrafici.

Durante la realizzazione di un’app mobile, una vasta porzione di tempo e spazio è dedicata al design dell’interfaccia, e questo perché esso è determinante al successo della tua app (e del tuo business) tanto quanto lo è la compilazione del codice.

Le persone sono influenzate dal design così come la funzionalità del tuo prodotto. Se il tu design non è quantomeno alla pari, o superiore, o disruttivo, rispetto a quello che il mercato chiede, o rispetto ai tuoi concorrenti, è molto probabile che passerà un bel pezzo prima che tu possa vedere dei risultati.

Quindi un design, non solo attrattivo per gli utenti, ma funzionale e ben calibrato sull’identità del tuo brand, darà possibilità di successo alla tua app e sarà più facilmente riconducibile al tuo marchio.

Fine della storia.

 

IDENTITÀ

Sappiamo che i concetti di identità ed identificazione sono l’interpretazione del sistema valoriale nel rapporto di comunicazione circolare tra l’azienda e le persone. È il motore attivo e in costante evoluzione del branding e ne abbiamo parlato abbondantemente in questo articolo. Qui ci concentreremo sull’importanza vitale che questo rapporto ha per il futuro della nostra applicazione aziendale.

Torniamo per un attimo al precedente esempio che abbiamo fatto sull’app IKEA.
Partendo dal presupposto che cercavamo un prodotto di quell’azienda specifica, abbiamo individuato facilmente quella e solo quella tra le tante del nostro telefono. L’abbiamo aperta, ed abbiamo iniziato il nostro percorso all’interno del negozio digitale.

Quello che ci interessa evidenziare qui è la facilità di riconoscere proprio quell’app tra tante altre e l’identificazione immediata con l’azienda che ne è conseguita. In relazione alle altre app, in generale, e a quelle dei concorrenti, in particolare.

Questo avviene perché l’app è realizzata calibrando efficacemente i colori e il font del marchio. Ci ricorda il logo aziendale, ricorrente in ogni prodotto e comunicazione IKEA, e quindi balza immediatamente agli occhi di chi cerca i prodotti di quel marchio ed è familiare al suo logo design.
L’app stessa diventa ambasciatrice del brand, ed è sempre lì, sul nostro telefono, a ricordarci visivamente IKEA.

Ora cambiamo scenario.
Immaginiamo di voler prenotare un taglio di capelli dall’app del nostro parrucchiere di fiducia. Il parrucchiere in questione, con il suo marchio e il suo logo, si affida però ad un app di prenotazione non brandizzata, cioè che non è collegata stilisticamente al suo marchio e non porta nemmeno il suo nome. In più l’icona dell’app è graficamente anonima e con un nome banale generico (es. Prenotacose)

Quanto tempo ci vorrà, tra un taglio e l’altro perché il cliente si dimentichi il nome dell’app, dovendo faticare interi minuti per cercarla tra le tante sullo schermo del suo telefono?
Quanto tempo passerà prima che il cliente si stanchi e chiami direttamente il salone per prenotare, per poi non usare l’app mai più (e quindi vanificare l’investimento)?

Ma ancora, grazie a quest’app quanto guadagnerà il salone in termini di autorevolezza e rilevanza, rispetto ai concorrenti?
O invece sarà l’app generalista che guadagnerà visibilità a discapito di chi l’ha adottata? Quel che è sicuro è che la mancata concordanza stilistica tra l’app e il salone, danneggerà indirettamente quest’ultimo, perché, nonostante le magari ottime funzionalità dell’app, sembrerà offrire un servizio posticcio, poco affidabile e poco sicuro.

La situazione non è limitata ovviamente ai parrucchieri; moltissime attività si avvalgono di app generaliste non brandizzate: dalle palestre ai ristoranti, dagli alberghi ai servizi più disparati.

Questo è un errore grossolano che viene commesso non solo, come in questo caso, dal negozio o professionista che acquista un’app non brandizzata, ma dagli stessi creatori dell’app che non hanno lavorato a fondo (o per niente) sull’icona dell’applicazione, rovinando così un lavoro che magari fantastico a livello di interfaccia.

Se vogliamo fidelizzare i nostri clienti al nostro brand, dobbiamo andare fino in fondo e dobbiamo essere proprietari dei nostri strumenti di marketing.

Ricordiamoci che grandi e piccole aziende si confrontano all’ultimo sangue su ogni tipo di media, ma la prima battaglia campale si vince o si perde proprio sullo schermo del cellulare dei clienti, proprio tra le loro dita e prima ancora che la nostra app venga aperta!

Non lasciamo che la nostra app, che ci è costata soldi, tempo e fatica, venga ignorata dagli utenti solo perché non riescono ad identificarla sul proprio telefono. Personalizziamola, rendiamola nostra, in modo che i tuoi clienti sappiano esattamente su chi stanno cliccando!

 

UNITÀ

Non ti disunire Schisa! Non ti disunire mai, nun t’ ‘o puoi permettere!”

È quello che grida il regista Antonio Capuano a Fabietto Schisa nella scena cult del film "È stata la mano di Dio" di Paolo Sorrentino.

Non ti disunire significa non perdere te stesso, la tua identità la tua essenza, i tuoi valori, ciò in cui credi e per cui lotti ogni giorno. Questo concetto vale anche per la tua azienda, in ogni sua manifestazione.

Abbiamo capito che lo sviluppo di un’applicazione mobile non è un processo facile ed economico.
Dalla scintilla dell’idea iniziale, all’inizio dello sviluppo, fino al rilascio, passano molte ore di lavoro e danaro. Un grande sforzo teso a portare alla luce qualcosa di cui tu (o la tua azienda) sei orgoglioso e che vorresti condividere con tutti.
Questo è ciò che fa il branding. Crea e unisce tutti questi elementi e li confeziona per il tuo cliente in un pacchetto completo, a dimostrazione dello sforzo che hai fatto. Non per creare la migliore app del mondo, ma la migliore per lui.
Da sviluppatori, possiamo assicurarti che tutti gli sforzi fatti per trasferire la tua identità alla tua app, verranno sempre premiati dal pubblico (così come verranno castigate incuria e sciatteria).

Tornando alla citazione iniziale, il branding fa sì che la tua app si connetta a tutti gli elementi caratterizzanti, di prodotto e valoriali, come il tuo nome e logo, le risorse web, i profili aziendali, i servizi, proprio come un solo essere, un’unità compatta e ben definita.
Questo, per il tuo pubblico, è importantissimo, perché associando il tuo marchio alla tua app, essi diventano un tutt’uno con la tua identità e questo è la base di una relazione chiamata fedeltà. La tua azienda, la tua app, le tue risorse e la tua tecnologia, i tuoi dipendenti e i tuoi clienti faranno parte di un’unica grande famiglia.

Questo è il potere del branding, ed ecco perché “Non ti disunire mai, non te lo puoi permettere!”


I fattori e le aree di cui sopra, sono punti chiave, ma che non esauriscono certo il discorso sull’importanza del branding nella tua applicazione mobile.

Il pericolo è che, senza un’adeguata strategia di branding la tua app si rivelerà un pasticcio scombinato e poco professionale e, stai certo che i tuoi clienti lo noteranno, e non mancheranno di fartelo notare.

D’altra parte, avere una strategia di branding consentirà alla tua azienda di combattere la concorrenza ad armi pari, o con un’arma in più, di conquistare il cuore dei tuoi potenziali clienti e creare un percorso di marketing di sicuro successo.

Lavorare sul branding non è così costoso come può sembrare e, soprattutto, paga sempre.

Siamo stanchi di vedere aziende buttare migliaia di euro al mese in pubblicità, lamentandosi dei costi e degli scarsi risultati, senza curarsi minimamente del fatto che sono disunite, che la loro identità è inconsistente.
Lamentarsi non serve, se non si lavora sulla propria identità, i risultati attesi non arriveranno mai.

Ora puoi scegliere da quale parte della storia del branding vuoi schierarti, ma se vuoi il nostro consiglio, inizia subito a lavorare sul tuo brand, anche poco per volta e a piccoli passi. È la tua identità, la tua ragione (aziendale) di vita.


Ti ringraziamo di aver letto il nostro articolo fino in fondo e speriamo che tu lo abbia trovato interessante.
Se stai cercando di creare un’app mobile a supporto del tuo business, puoi contare su di noi; siamo qui per aiutarti e consigliarti sulla strategia di branding più giusta per te. E non solo per la tua app.

A presto e “Non ti disunire. Fabio.”

 
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